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Discriminazione sul posto di lavoro

Vergogna: lavoratore invalido buttato via come una scarpa vecchia

Rispedita al mittente la minacciata “sospensione dalla retribuzione” per un lavoratore invalido Oggi, lunedì 18 novembre 2013, presso la sede del Consorzio Bacino Salerno 2, amministrato dal Commissario Liquidatore Corona, è stata convocata la O.S. USB. Il Consorzio convocava l’O.S. USB Provinciale di Salerno inserendo nella convocazione il seguente oggetto: “….al fine di discutere in ordine alla posizione di inidoneità lavorativa del dipendente de quo”. Durante la seduta il Consorzio invitava l’O.S. nella persona dei sindacalisti Avv. Veronica Pichilli e Pietro Di Gennaro a sottoscrivere il documento il cui contenuto era di grande pregiudizio per il lavoratore. Infatti il consorzio presentava ai sindacalisti intervenuti e al lavoratore un documento che recitava: “l’azienda con grande rammarico allo stato attuale non dispone di posti vacanti per ricollocare il dipendente”. In un’atmosfera tra l’assurdo e il tragico, l’O.S. si è opposta dinanzi alla volontà, espressa dal Consorzio, di sospendere senza retribuzione (che è l’anticamera del licenziamento), il lavoratore portatore di handicap. L’O.S. USB precisa che il lavoratore era stato, a seguito di visita medica, ritenuto idoneo alla mansione attualmente svolta per il consorzio. Pertanto i rappresentanti sindacali si opponevano argomentando, contro il datore di lavoro, che ogni decisione che il datore avesse preso in contrasto con tale dato di fatto non avrebbe potuto che essene una decisione profondamente illegittima oltre che fonte di grave pregiudizio per un lavoratore già di per se bisognoso a causa del proprio handicap. Il commissario Corona, non volendo più interloquire con i rappresentanti sindacali, i quali si opponevano fermamente al provvedimento di sospensione dalla retribuzione del lavoratore, non ha trovato altra strada che quella di chiamare la polizia. L’O.S. USB denuncia tale grave atteggiamento di chiusura rispetto a ogni discussione che l’USB ha sempre e puntualmente avanzato a tutela dei diritti dei lavoratori. La polizia, prontamente intervenuta, nulla ha potuto rilevare se non la presenza, al di fuori degli uffici del consorzio, dei rappresentanti sindacali i quali, poco prima, erano stati cacciati dagli uffici del Consorzio perché non volevano piegarsi ad una decisione tanto iniqua. USB invita tutti gli iscritti e tutti i cittadini a stringersi intorno ad Emanuele perché lo stesso possa essere tutelato nei suoi diritti. USB chiede urgentemente che il Consorzio comunichi al lavoratore “scuse formali” e cancelli ogni provvedimento in corso, donando un momento di serenità ad Emanuele e alla sua famiglia, già fortemente scossi da giorni, per questa tristissima vicenda. Ogni intento aziendale deve rientrare permettendo così ad Emanuele di completare in tranquillità i pochi anni di lavoro che lo separano dalla pensione. USB denuncia con estrema determinazione una situazione che non è più sostenibile: quello di Emanuele è solo l’ultimo ed aberrante episodio. USB chiama i lavoratori tutti a dimostrare la loro solidarietà ad Emanuele aderendo a stati di agitazione che saranno proclamati nelle prossime ore. Se toccano uno toccano tutti !!!

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