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Direzione Cstp occupata

In queste ore i lavoratori e le lavoratrici del Cstp (Consorzio Salernitano Trasporti Pubblico) hanno occupato la direzione generale dell’azienda. Mentre da ieri la rabbia degli operatori del consorzio si mischia con quella degli utenti, dando così vita l’altra mattina ad una grande manifestazione, non priva anche di momenti di tensione, nelle stanze del potere si decide a tavolino quali privati devono spartirsi i finanziamenti dell’azienda salernitana. Infatti si liquida una società che non è sicuramente sull’orlo del fallimento, poiché vanta quasi 6 milioni di credito dalla Regione Campania, risanando in tal modo l’ammanco di bilancio di circa 2 milioni. Inoltre nel bilancio di previsione* 2012 della Regione Campania, per spesa corrente, sono appostati ai trasporti quasi 600 milioni di euro di cui 285 andranno al trasporto su gomma. Il capitolo -Trasporti e diritto alla mobilità- viene tagliato di oltre il 50% (da 1.286 milioni spesi nel 2011 a 668 milioni per il 2012). E’ fin troppo evidente la manovra di smantellamento delle aziende pubbliche locali attraverso i tagli dei trasferimenti. Le scelte politiche che si stanno abbattendo su lavoratori e cittadini, prima che recessive, sono misure di violenza antipopolare senza precedenti nella storia della Repubblica italiana. Da porre in rilievo, inoltre, un’evidente sperequazione perpetrata in questi anni dalla Regione con il pagamento del prezzo a chilometro di circa 3 a fronte dei 5,16 pagati per le altre aziende, anche quelle private, presenti in tutto il territorio campano.

Per di più da giovedì 22 marzo 2012, il decreto liberalizzazioni è legge. Parte rilevante di questa legge è l’obbligo per comuni e regioni di mettere a gara sul mercato tutti i servizi pubblici locali, (trasporti, rifiuti, luce, etc.). Inoltre le regioni dovranno individuare entro il 30 giugno i “bacini territoriali omogenei” che per ottimizzare la gestione del servizio non dovranno avere più l’estensione minima del territorio provinciale. Esattamente l’incontrario di ciò che in questi giorni si vocifera a Salerno tra “addetti ai lavori” che profetizzano lo spezzettamento del CSTP verso micro aziende municipalizzate. I sindacati e i movimenti di base con forza affermavano che: “I lavoratori del CSTP devono aprire gli occhi: le segreterie (politiche e sindacali) della Provincia di Salerno e della Regione Campania seguono dall’esterno la vertenza CSTP come una semplice “crisi” aziendale e non come la punta dell’iceberg di una guerra portata a lavoratori e cittadini sul campo dei diritti al bene comune, ai servizi pubblici, all’occupazione e al reddito sociale e salariale di chi, lavoratore, studente e pensionato, paga tutte le tasse fino all’ultimo centesimo.” I manager di nomina politica devono dimettersi quando non sanno né vogliono contrastare le scelte politiche dei loro partiti che determinano le crisi fallimentari delle aziende cui sono chiamati a gestire. Ancora peggio se si propongono come liquidatori. Per tutelare i diritti dei lavoratori e dei cittadini il Presidente e l’intero CdA devono andare a casa. L’USB chiede, invece, “al Prefetto di Salerno e alla Procura della Repubblica di accertare la responsabilità civile e penale di questa vergogna. Chiediamo perché i lavoratori che interrompono il servizio pubblico sono puniti e precettati, mentre se lo fanno i “manager”, questi vengono premiati e lasciati al loro posto a gestire i soldi pubblici delle nostre tasse ?”

Nel giorno di Pasqua, in provincia di Salerno abbiamo subito la completa interruzione del servizio pubblico anche se CSTP è obbligata dalla Legge a garantire almeno i servizi minimi. Le tasse aumentano ma i servizi pubblici e i posti di lavoro si riducono ed è per questo che movimenti e lavoratori continueranno, in queste ore continueranno a mobilitarsi

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