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Dalla coppa America alla coppa Davis

A Napoli ci apprestiamo ancora a vivere un altro grande evento, così dicono da Palazzo San Giacomo, l’ennesimo grande evento che a Napoli servirà a poco.
Ci siamo imbattuti nel primo grande evento della città l’America’s Cup, quella che doveva svolgersi prima sul lungomare più inquinato e poi si è svolta su quello liberato. La coppa che doveva rilanciare Napoli e dare prospettive diverse ad una città devastata. La coppa america è venuta si è svolta ed è andata via, lontano prima a Venezia e poi è ritornata in fondo al mare dall’altro lato, con le sue ricchezze ed i suoi soldi. A Napoli è rimasto poco o niente, qualche fotografia del lungomare con questi grandissimi alberi dei catamarani, le conferenze stampa sempre divertenti del Sindaco, le solite promesse, e la certezza che nonostante non si sia fatta l’America’s Cup a Bagnoli l’amministrazione comunale ha il quartiere dell’Italsider come priorità.
Prima che sul Lungomare Liberato incominciasse la coppa dei ricchi, sul Lungomare Inquinato c’è stata la Giggin Vitton C.A.P. (Coppa America dei Poveri) quella della democrazia partecipata vera, dove durante la giornata ha visto la partecipazione di migliaia di persone, ai dibattiti alle assemblee, agli spettacoli del pomeriggio alla gara dei canotti, fino a sera tardi con il concerto di chiusura.
Dalla Coppa dei Poveri erano uscite più cose utili per la città che da quella dove il Comune di Napoli, e non solo, ci ha rimesso qualcosina di soldi, erano uscite varie proposte, dal comitato cittadino del quartiere alle richieste dei Precari B.R.O.S. sulla questione “monnezza” a Napoli, fino alle alternative del Movimento Disoccupati Flegrei sulla questione lavoro in città e vivibilità e gestione degli spazi pubblici. Alternative che l’amministrazione comunale ha poco preso in considerazione, il Sindaco ha parlato di questa coppa soltanto in interviste dicendo di essere aperto e sentirsi anche il sindaco della C.A.P. e vogliamo ricordare che non era lui i “Giggino” di cui parlavamo, poi sparite telecamere e blok notes ha continuato ad occhi chiusi e orecchie tappate sulla sua strada senza mai pensare o ascoltare quello che chi era intorno ormai gli grida da tempo.
Sentirsi per mesi, anzi ormai più di un anno nelle orecchie sempre questa dannata “Democrazia Partecipata” e vedere come il Comune di Napoli porta avanti il suo percorso da fastidio, innervosisce, provoca reazioni pesanti e contestazioni obbligatorie.
Ormai abbiamo anche capito quello che intendono loro per il futuro di bagnoli, anche loro come chi c’era prima, e forse sbagliando ancora di più, visto il passato ed essendone a conoscenza. Il Comune di Napoli ha dato tutto in mano a Bagnoli Futura, si proprio la partecipata che De Magistris in campagna elettorale diceva essere il problema della riqualifica di quest’area, quella partecipata che ha sperperato denaro pubblico, e quando diciamo pubblico intendiamo nostro, senza concludere nessun mandato e forse senza nemmeno iniziarlo. Bagnoli Futura da prima di De Magistris ad oggi ha anche qualcosa in più, si il Comune che doveva smantellarla gli ha regalato la Porta del Parco, non v’illudete il parco non c’è, inaugurandolo per l’ennesima volta, e ampliandogli il raggio d’azione. La Stu infatti, oltre a dover completare la bonifica, la trasformazione e la valorizzazione delle aree di Bagnoli, attività per cui è sotto inchiesta dopo anni di risultati scarsi e un buco stimato in 300 milioni di euro, potrà operare anche sull’intero territorio cittadino per la trasformazione, riqualificazione, valorizzazione e gestione, di immobili o aree affidatele.
In città la situazione sta diventando insostenibile, in tutta Italia stiamo vivendo momenti di disperazione assoluta, De Magistris con la sua lista dei sindaci e Lucarelli con la sua nuova ALBA si candidano e cercano di costruire l’alternativa in tutto il paese, ogni giorno leggiamo e sentiamo dichiarazioni dei vertici del nostro Comune su come si dovrebbe amministrare l’Italia e quali dovrebbero essere le alternative per uscire dalla crisi, e ogni tre quattro parole c’infilano sempre la “Democrazia Partecipata” nonostante di tutto quello che dicono a Napoli nessuno lo ha notato. Non lo hanno notato i migranti del mercato sfollato e bloccato dai Vigili Urbani, non lo hanno notato i Precari B.R.O.S. dopo un mese di assedio continuo al Comune, non lo abbiamo notato noi a Bagnoli, non lo hanno nemmeno notato i Disoccupati Flegrei che dopo vari incontri e dialoghi prima con Sodano e poi durante una contestazione a Lucarelli durante la Festa della Riscossa Popolare, si sono ritrovati con le tantissime, a volte anche belle, parole che però non hanno mai un seguito un programma, un tavolo permanente sulla città di Napoli e sul quartiere di Bagnoli che abbia all’ordine del giorno Casa, Lavoro, Servizi Sociali e Spazi sottratti al degrado ed alla speculazione e messi in comune per tutti.
Le chiacchiere non ci convincono, non abbiamo più intenzione di ascoltare, ma pretendiamo che ci ascoltino visto che le chiacchiere che abbiamo ascoltato non hanno mai portato a niente, siamo convinti che i nostri argomenti e le nostre alternative possano essere un modo serio per ridare un tono diverso alla città ed al nostro quartiere.
Non aspetteremo più che la così detta politica prenda in considerazione le alternative e le idee che dal basso quotidianamente si sviluppano, siamo nel momento di dover costruire e fare senza dover più aspettare niente e nessuno.
Dal Basso per restarci.
Ba.Fu.Ca. Anema Flegrea.

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