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Corteo per ginecologia a Cava

GIOVEDI 22 DICEMBRE – PIAZZA LENTINI – ORE 9.30<<<

E MO ADDO NASCE U’ BAMBINIELL? PRIMO NATALE SENZA GINECOLOGIA. LORO CHIUDONO, NOI SCENDIAMO IN PIAZZA.

L’ultimo atto aziendale del Ruggi conferma la chiusura del reparto di Ginecologia e Ostetricia del “SS. Maria Incoronata dell’Olmo” di Cava de’Tirreni.

Dopo la chiusura del reparto avvenuta il 31 Dicembre 2015, sono bastati pochi giorni per avere già le prime notizie di donne cavesi respinte dall’Ospedale di Nocera pieno o delle pessime condizioni in cui si trovavano le donne nel reparto di Ginecologia del “San Leonardo” di Salerno che non ha nulla a che fare con il “reparto gioiello”, come è stato definito più volte Ginecologia e Ostetricia a Cava de’Tirreni, più volte premiato anche con il “bollino rosa”.

Tutte le “rassicurazioni” e le promesse della giunta regionale e dell’amministrazione comunale si sono sgretolate fin da subito davanti ai fatti che hanno mostrato l’ennesimo inaccettabile attacco alla salute delle oltre 25 mila donne cavesi e di quelle dei comuni della costiera amalfitana che da sempre hanno usufruito dei servizi del nostro Ospedale.

Non abbiamo intenzione di accettare ancora i tagli indiscriminati alla sanità imposti dal commissariamento governativo alla sanità regionale e dal blocco delle assunzioni che determinano continui disservizi e chiusure di reparti e presidi ospedalieri in provincia e in regione. Il tutto davanti alla debole resistenza della politica locale che allarga le braccia in segno di sconfitta mostrandoci quella attuale come “l’unica via possibile” e mascherando, in questo modo, l’incapacità politica di impedire una grave violazione del diritto alla salute di milioni di cittadini.

Non possiamo accettare le prese in giro della Direzione Generale del Ruggi che, dopo le ordinanze del Tar che prevedevano l’immediata riapertura del reparto di Cava, si è limitata a “concedere” un ambulatorio ginecologico a Cava che, a dispetto dei 5 giorni a settimana in cui doveva essere aperto, copre solo pochi giorni al mese mostrandosi spesso chiuso anche quando arrivano utenti con regolare prenotazione!

Le donne che pagheranno maggiormente questa chiusura saranno ancora una volta quelle che non si possono permettere una clinica privata o cure particolarmente costose. Da quando Cava ha chiuso, e non può essere un caso, si è riscontrato un grande aumento del numero di parti proprio nelle cliniche private e convenzionate del salernitano. Davanti a manovre così ingiuste e socialmente discriminatorie non possiamo che chiedere maggiore uguaglianza di trattamento che la sanità pubblica dovrebbe garantire!

Non resteremo a guardare l’ennesimo scippo ai danni della nostra città mentre politici, manager e direttori sanitari parlano di “minor male possibile”.
Non vogliamo aspettare che il polo materno infantile sia del tutto smantellato con un attacco al reparto di Pediatria che per ora è salvo ma sul decreto regionale resta a 0 posti letto!

La salute delle donne non è un privilegio ma un diritto!
Non vogliamo aspettare che accada qualcosa di più grave per mobilitarci!

Il primo Natale senza Ginecologia a Cava loro ci fanno il “regalo” di un atto aziendale che decreta la chiusura di Ginecologia e Ostetricia a Cava e noi vogliamo mettere tutti un fiocco bianco fuori dalle nostre case perché loro chiudono reparti e ospedali creando morte e diseguaglianze sociali mentre noi crediamo nella vita e nel diritto alle cure che deve essere garantita a tutti!

Scendiamo in piazza con un fiocco bianco al braccio per ribadire che Cava non accetta una simile violenza.

Facciamoci sentire. Il diritto alla salute delle 25 mila donne cavesi non si tocca!
Riaprite Ginecologia!

>>>GIOVEDI 22 DICEMBRE – PIAZZA LENTINI – ORE 9.30<<<

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