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Contestazione al Ministro Profumo

Oggi alle ore 16.00 il ministro Profumo sarà all’Università di Fisciano, gli student@ universitari, medi nonchè ricercator@, precar@ ed insegnanti saranno in piazza del Sapere per contestarlo e consegnargli la loro proposta di scuola.

Spett.le Ministro dell’istruzione, dell’Università, della ricerca
Francesco Profumo,

questo documento a mo’ di lettera le viene presentato da studenti, studentesse e precari della scuola pubblica di Salerno e provincia e dell’Università degli studi di Salerno;

In merito alle riforme e ai disegni di legge riguardanti l’istruzione pubblica proposti dal governo Monti e anche sulla scia dei Governi precedenti, ci sentiamo in dovere di esprimere il nostro profondo dissenso e la nostra seria preoccupazione per gli scenari che si stanno delineando nel panorama dell’istruzione pubblica italiana.
In virtù degli artt. 33-34 della Costituzione Italiana poniamo l’attenzione su alcuni punti cruciali scaturiti da alcune analisi sull’istruzione italiana e sulla lettura del suo ddl detto appunto “Profumo”:

Secondo lo studio “Education at Glance” dell’OCSE pubblicato nel 2012, l’Italia è il penultimo Paese per investimento sull’istruzione, con una spesa rapportata al PIL pari al 4,9% contro il 6,2% della media europea.
Ci chiediamo perché in Italia si investano miliardi in spese militari (cacciabombardieri F35 e “missioni di pace”) e opere inutili (TAV, Ponte sullo stretto) anziché nell’istruzione.
In contrasto con questi dati allarmanti il Governo Monti risponde con la spending review che tuttavia peggiora la situazione. Infatti si prevede nel campo dell’istruzione l’inserimento del PRESTITO D’ONORE, che tutto è tranne che da onorare, essendo una chiara forma d’indebitamento degli studenti nei confronti di aziende e istituti di credito per finanziare i propri studi. Si tratta di un’inutile e dannosa alternativa alle borse di studio, per le quali sono subentrati tagli: 103 milioni di euro a fronte dei 300 necessari per garantire la borsa di studio a tutti coloro che hanno i requisiti necessari.
Questo è un vero e proprio attacco al diritto allo studio, nonché alla costituzione.
Il ddl Profumo con l’ausilio della revisione di spesa, si orienta sulla violazione di tal diritto anche attraverso l’aumento della tassazione regionale (da €62 a €142, un aumento del 126%) e la rimozione dei fuoricorso dalla contribuzione studentesca del 20% del FFO.
Da questa prospettiva di tasse senza limiti ne deriva un risultato raccapricciante: aumento della forbice sociale, limitando l’accesso per le fasce più deboli ai più alti gradi d’istruzione.
L’idea di istruzione del Governo Monti è un filone unico e collegato. La strada è lastricata di cattivi intenti anche per quanto riguarda le scuole superiori. Gli studenti nonostante siano soggetti fondamentali di tutela non vengono assicurati e tutelati abbastanza. Per non parlare dell’edilizia scolastica, scivolata anch’essa agli ultimi posti nelle classifiche europee nella messa a norma degli edifici. Permane una costante difficoltà di accesso ad Internet, necessario per il processo di digitalizzazione perpetuato dal governo. Che senso ha parlare di proposte tanto innovative con le scuole che cadono a pezzi e l’assenza di requisiti necessari per arrivare allo scopo?
La forte voglia di innovazione è orientata sulla scia della tanto proclamata americanizzazione, non solo nei processi marginali e di ritocco digitale ma anche nell’intero processo di formazione. Nel merito, i quiz INVALSI somministrati alle scuole elementari, medie e superiori, propongono il modello del Quizzone americano anche in Italia. Essi non rappresentano altro che un’azione di svuotamento della valutazione dell’insegnamento italiano: gli INVALSI standardizzati e riconducibili al modello unico limiteranno al massimo la libertà di insegnamento e renderanno gli studenti un numero incanalato all’interno del database del sistema.
Ancora aperta la discussione sull’ex legge Aprea, che risponde all’esigenza pazza di aziendalizzare ma soprattutto privatizzare la scuola: all’interno dei Consigli d’istituto verranno inseriti soggetti privati, che potranno finanziare progetti e materiali scolastici, togliendo ogni significato all’istruzione pubblica, pregiudicando un percorso formativo scevro d’interessi di mercato.
E la tanto decantata meritocrazia?
Il concetto goeticamente e di per sé può sembrare giusto e scontato, ma è importante tener conto della varietà di contesto sociale ed economico in cui ogni studente nasce e si forma.
Sarebbe giusto invece, far sì che ogni scuola sia equa e che corrisponda ai livelli prefissati sia in edilizia che in fondi, che in progetti, senza alcuna differenziazione di serie.

È sulla base di questa analisi-critica che proponiamo:
– Più finanziamenti alla scuola pubblica e all’università, non un euro in più a quelle private!
– Accesso libero a tutte le università; eliminazione dei test valutativi del tutto inadeguati, lontani anni luce da una valutazione giusta e obiettiva delle conoscenze degli studenti;
– Cancellazione del processo di privatizzazione perpetuato su scuola e università (no invalsi, no aprea, no numero chiuso, no abolizione del valore legale del titolo di studio);
– Ritiro del ddl Profumo, improntato solo sulla diseguaglianza sociale sia per quanto riguarda gli studenti, che i precari (attraverso il bluff concorsi che non svuota le graduatorie ma lascia così com’è il caos della perenne attesa della chiamata ad insegnare), che i ricercatori, completamente ignorati dall’agenda ministeriale;
– Formulazione di una nuova e più equa riforma, incentrata sul vero diritto allo studio, sulla tutela dei lavoratori del mondo della scuola, sugli incentivi a scuola, università e ricerca!
– Istituire convenzioni per gli studenti coi trasporti urbani per renderli gratuiti nelle aree municipali universitarie.

Con la speranza che la nostra lettera le sia d’ausilio per una necessaria autocritica le auguriamo buon lavoro.

Fisciano, 2 Ottobre 2012

Studenti e Studentesse medi e universitari,
precar*, insegnanti di Salerno e provincia

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