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Comunicato su scandalo Nappi

Nei giorni scorsi la nostra attenzione è stata rapita da alcune notizie “scandalose” riguardanti l’Assessore Regionale al Lavoro Severino Nappi.
Si proprio lui, “l’integerrimo” uomo di fiducia del Presidente Caldoro è accusato di assunzioni clientelari all’ARLAS. Non che la cosa ci abbia stupito più di tanto. Visti i suoi passati trascorsi nel supporto e nella difesa (in questo caso anche giuridica) di quel sistema clientelare definito dai media “UDEUR connection”, non abbiamo mai creduto alla sua fissa per la legalità e la trasparenza, agitata, in questi anni, ogni qual volta si trattava di affrontare la vertenza dei B.r.o.s.  o di altri che non erano nelle grazie del caro Nappi.

Se non fosse per la rabbia che ci suscita questo fatto, potremmo esternare per un attimo la nostra   soddisfazione per avere ragione. È da tempo che denunciamo l’arroganza e gli abusi di potere dell’Assessore, è da tempo che sottolineiamo con i nostri scarsissimi mezzi quanto Severino non sia affatto diverso da altri suoi colleghi che l’hanno preceduto.

Ma veniamo alla notizia. Il consigliere regionale Antonio Marciano in quota PD, ha accusato senza mezzi termini l’Assessore Nappi di aver favorito, nell’ambito di alcune assunzioni all’ARLAS per la campagna “Garanzia Giovani”, ben 8 rappresentanti o parenti di esponenti del suo partito NCD in un elenco di 20 giovani. Ma il consigliere Pd dice di più accusando Nappi di aver fatto “sprofondare la Campania”, visto che “secondo dati recenti dell’Eurostat un giovane su due non ha lavoro” e che “la campagna “jamm’ a’ faticà” dell’Assessore funziona già, ma solo se si ha la tessera del partito”.

Sembra che tutto d’un tratto la cosiddetta opposizione in Regione si sia svegliata dal letargo ed abbia improvvisamente deciso di dare battaglia. Ma dov’era quando l’Assessore faceva il buono e il cattivo tempo sulle vertenze del lavoro della Campania, dove erano i consiglieri di “sinistra” e tutto il PD campano quando già dopo pochi mesi il buon Nappi sparava falsi numeri da capogiro rispetto alla buona riuscita del suo piano straordinario per il lavoro? A nostro avviso erano tutti lì a mantenere le stampelle a lui e all’intera giunta Caldoro, con cui condividevano e condividono gli stessi obbiettivi e gli stessi interessi.  E nulla è cambiato se non il fatto che siamo entrati in campagna elettorale. Non a caso la levata di scudi di Marciano contro il mangia mangia del partito di Nappi nell’affidamento di incarichi esterni all’amministrazione regionale e l’accusa di clientelismo (ci viene da dire da che pulpito viene la predica!) viene a distanza di pochi mesi dalle votazioni regionali.
Dubitiamo che qualcuno possa farsi ancora incantare.

A tempo debito siamo stati forse tra i pochi, se non i soli, a sputtanare il fallimento dell’operato di Nappi che con “Campania al lavoro” non ha garantito altro che una percentuale di emersione dal lavoro nero ed ha contribuito ad innalzare il tasso di disoccupazione di questa regione, ed oggi con “Garanzia Giovani” vorrebbe illudere i giovani che la giunta regionale gli sta dando la possibilità di un lavoro vero, mentre sappiamo bene che anche quest’altra manovra non fa altro che favorire sfruttamento e precarizzazione senza dare uno straccio di futuro stabile alle loro vite.

Non ricordiamo simili prese di posizione da parte di Marciano e del PD. Ricordiamo, invece, la condivisione da parte di questo partito degli attacchi portati da Nappi ai Bros e dello schieramento al suo fianco ed al fianco della magistratura nell’opera di criminalizzazione di tutto il movimento dei disoccupati. E tanto ci basta!

Nell’autodifesa apparsa sui quotidiani, Nappi non ha smentito se stesso. Dopo essersi dichiarato estraneo ai fatti, con la sua solita arroganza ha consigliato a chi lo accusa di ricorrere alla magistratura, e arrabbiandosi alle domande del giornalista de Il Mattino ha definito queste assunzioni “cazzatelle” visto il grande lavoro che ha portato avanti finora e che quindi si tratta di una polemica tutta elettorale.

Già, cazzatelle sulla pelle nostra e di tutti i disoccupati che non hanno santi in paradiso né tessere del suo partito. Chissà se vedremo qualche attenzione di chi di dovere su queste accuse o se finirà ancora una volta a taralluzz’ e vino. Quel che è certo è che chi finora ha sputato veleno su chi si organizza e lotta per il lavoro è pieno di scheletri nell’armadio; il caso Mercadante, quello Soresa e quest’ultimo sono forse solo quelli venuti fuori, di tutte le magagne che l’Assessore e la sua giunta hanno ben nascosto sotto il tappeto.
E poi noi B.r.o.s., ancora  tutti disoccupati, saremmo l’associazione per delinquere?!
Questo episodio ci conferma ancora di più che l’unica motivazione a questa ignobile accusa è che Nappi ed i suoi sodali, che siano o meno del suo partito, vogliono far fuori chi si organizza e lotta per fare ancora più tranquillamente i loro porci comodi.

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