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Collettivo giurisprudenza e la riforma forense

La riforma Forense prevede che “La permanenza dell’iscrizione all’Albo è subordinata all’esercizio della professione in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente…” (art 21)
In particolare la continuità di esercizio della professione forense si valuta sulla base del possesso di tali requisiti reddituali annui:
– € 10.300,00 di reddito professionale netto;
– € 15.300,00 di volume d’affari;
Si introducono criteri minimi reddituali per continuare a svolgere la professione: Il tentativo di ridurre il numero degli avvocati si traduce in una selezione sferrata, a discapito di coloro che non raggiungono le soglie reddituali predeterminate.

In questo scenario, quale spazio è lasciato a noi giovani?
Ne discuteremo mercoledì 19 dicembre, ore 15.00, aula 32, Sede di Porta di Massa, facoltà di giurisprudenza Federico II.

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