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Chiarimenti sulla Manifattura

COMUNICATO STAMPA

PERCHE ‘ UNA SIMILE TRANSAZIONE ?

Con delibera di Giunta Municipale n.379 del 18/10 u.s., assenti il Vice Sindaco
Luigi Napoli, l’Assessore al bilancio Alfonso Laudato e l’assessore Alfonso Carleo,
l’amministrazione pro/tempore del Comune di Cava dei Tirreni, ha deliberato di stipulare
la transazione con M.S.T. s.p.a., approvando lo schema contrattuale.

I patti prevedono che le Manifatture Sigaro Toscano s.p.a. restituiscano
l’immobile, da essi allo stato detenuto, a condizione dell’ottenimento da tutte le
amministrazioni pubbliche, di tutti gli atti di competenza di terzi, ivi compresi i permessi
a costruire, affinché sia realizzato il progetto che forma allegato della stipula, e cioè il
famoso “serpentone”, che qualcuno ha già ribattezzato “l’anaconda”, e che allo stato
non ha né l’autorizzazione della Soprintendenza né la variante al PUT di competenza
della Regione. Inoltre il Comune cederà a M.S.T. la palazzina di sua proprietà, occupata
dalla ENEL, a riguardo è in corso un contenzioso appena iniziato ed il valore della
palazzina è almeno di un milione e cinquecentomila euro.

Al momento della firma il Sindaco Marco Galdi era a conoscenza del fatto che
tutti gli interventi relativi al Piano Nazionale di Edilizia Abitativo del Comune di Cava
dei Tirreni compreso quello della Manifattura e che forma oggetto della transazione
sono sospesi, perché richiedono variante al P.U.T. e la Regione avvierà tale procedura
di variante solo dopo l’approvazione della nuova norma paesistica regionale. Tanto era
stato ufficialmente comunicato al primo cittadino il giorno 14/10 u.s., cioè quattro giorni
prima della delibera. Permane, inoltre, in tutte le sedi competenti il dubbio, ancora
non sciolto, se gli interventi di hausing sociale, che comprendono una quota di edilizia
privata, possano essere approvati nelle zone in cui sono saturi gli indici edificatori per
l’edilizia privata e per il commercio, come è il caso del serpentone che prevede ben
8.385 mq di residenza libero mercato e 3.942 mq di commercio/ufficio.

Dai fatti balza agli occhi che la restituzione di ciò che appartiene ai cavesi è
condizionata al compimento di atti amministrativi da parte di terzi, Soprintendenza e
Regione, e che l’unico effetto dei patti allo stato sarà quello di paralizzare la causa, che
se proseguisse, con molta probabilità vedrebbe l’accesso presso i locali della Manifattura
del consulente nominato dal Giudice, al fine di accertare se i miglioramenti, pretesi
da M.S.T. esistano o meno, essendo indubbia la proprietà comunale. Certo è che se
il C.T.U. accertasse che Cava nulla deve, M.S.T. ben poco potrebbe pretendere in
via transattiva, con la conseguenza di potersi poi rivalere su chi le ha, senza poterne
disporre, venduto il bene. Quindi è forse l’accesso dell’occhio del Giudice che si
vuole ad ogni costo evitare?

Per quanto sopra il Malc, ancora una volta nell’esclusivo interesse della città,
chiede al Sindaco di revocare il deliberato atto transattivo, e di procedere
rapidamente alla nomina di un nuovo avvocato a causa delle dimissioni
per “sopravvenuta incompatibilità” dell’avv. Pagliara.

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