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Caricati 99 posse mentre iniziavano a suonare

madrid

madridComunicato Stampa
"Volevate zittirci alzando barricate, ma ci troverete sempre dalla
parte di quelli che proveranno ad abbatterle"

Ieri sera a Napoli mi è stato impedito di cantare in solidarietà alla
manifestazione “Assedio alla Regione”, indetta dai movimenti di lotta
per denunciare i tagli congiunti di Governo e Regione che stanno
portando la Campania sul punto di esplodere.

Intorno alle 21,30, poco dopo l’esibizione dei Zezi, stavo discutendo
col dj per organizzare il mio intervento quando, senza la benché
minima provocazione da parte nostra, le forze dell’ordine presenti
hanno indossato i caschi e si sono fiondate sul presidio iniziando a
spintonare gli attivisti.

Ho assistito a scene grottesche, che provocherebbero grasse risate, se
non fossero invece la cartina al tornasole dei livelli di emergenza
democratica che si stanno raggiungendo in questo paese. Ricordo
l’espressione fra l’attonito e l’incredulo di un ragazzo che
sorseggiava tranquillamente una birretta, aggredito verbalmente da tre
rappresentanti delle forze dell’ordine che gli urlavano di metterla
giù come se stesse impugnando un micidiale kalashnikov e non
un’innocua bevanda.

L’intervento della celere ha determinato lunghi minuti di tensione e
di contrapposizione con gli attivisti che solo per la maturità di
questi ultimi non è degenerata in scontri. Stava finendo il turno e i
tagli non permettono straordinari? Si era fatta ora di cena e lo
stomaco reclamava conforto? Oppure le parole dette al microfono, che
invitavano poliziotti e carabinieri presenti a riflettere che anche
loro erano fra i beneficiari dei diritti che stavamo reclamando per
tutti, sono state particolarmente indigeste ai piani alti di qualche
ufficio di Stato? Non trovo altre spiegazioni plausibili, perché mai
mi era capitato che un presidio pacifico fosse attaccato con tanta
arroganza, con l’impianto staccato e l’incolumità dei presenti messa a
repentaglio, senza che nulla e in alcun modo potesse giustificare
questo atteggiamento intimidatorio.

Altri compagni del collettivo 99 Posse, presenti nelle ore precedenti,
mi hanno riferito del fermo di Raffaella Forgione, presidentessa di
Orange Revolution, rea con altri membri della sua associazione dei
aver esposto uno striscione a favore di un piano dei rifiuti
alternativo a quello approvato in queste ore dalla Regione Campania
che riverserà altri veleni sugli abitanti della nostra già troppo
martoriata terra. Nel pomeriggio è stato invece fermato e percosso un
attivista del comitato antidiscarica di Terzigno, che al momento dello
scioglimento del presidio era ancora nelle mani delle forze
dell’ordine ed è stato rilasciato solo in tarda serata.

Tutto questo è inaccettabile in una città, dove si parla di democrazia
partecipativa e Porto Alegre e assistiamo invece a una plateale
dimostrazione di forza modello Santiago del Cile, con un palazzo
istituzionale blindato da centinaia di agenti e con il governatore
Caldoro che da mesi si rifiuta di ricevere operatori sociali,
cittadini che chiedono una svolta sulla gestione dei rifiuti, operai
di fabbriche in crisi. Quanto è costato alla collettività questa
dimostrazione di muscoli invocata da Caldoro ed eseguita dal questore?

Riteniamo indispensabile una presa di posizione di Luigi De Magistris
che, dopo una decisione sofferta e in controtendenza con la nostra
storia, abbiamo sostenuto nella sua corsa a sindaco anche e
soprattutto in chiave antifascista perché ritenevamo l’eventuale
elezione di Lettieri il preludio di un restringimento degli spazi di
agibilità politica in città. In occasione della nostra partecipazione
all’evento finale di quella campagna elettorale alla Rotonda Diaz,
nessuno ci ha impedito di suonare, nessuno ci ha staccato i cavi
dell’amplificazione, nessuno ha messo a repentaglio la nostra
incolumità fisica e la nostra libertà di parola.

Ieri sera invece avete provato a zittirmi e a zittirci, ma dovreste
sapere, conoscendoci, che se alzate barricate ci troverete sempre
dalla parte giusta di quelli che provano ad abbatterle.


Luca Persico, aka Zulù, e collettivo 99 Posse

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