Header

Campagna “Non ci provate”

Domenica 20 gennaio al centro sociale Intifada si è svolta una
partecipata assemblea per organizzare i prossimi passi della Campagna
“NON CI PROVATE!”.

Tra attivisti delle varie associazioni e gruppi che vivono lo spazio e
animano la Comunità in Resistenza abbiamo concordato che dai prossimi
giorni faremo sentire la nostra parola e promuoveremo iniziative
pubbliche per difendere l’Intifada dalle manovre speculative e per
niente democratiche dei nuovi poteri al governo della nostra città.

Ormai è chiaro a tutti che sono cambiati gli equilibri all’interno dei
poteri forti ad Empoli. Quelli che si sono presentati come il “nuovo” in
realtà cominciano subito a mostrare il loro atteggiamento conservatore,
che invece di ascoltare i cittadini e le istanze che emergono dalla
società, chiudono ogni spazio di democrazia, pensando solo ai loro
interessi a quelli delle lobby economiche che stanno dietro di loro.

Lo abbiamo visto venerdì scorso, quando al consiglio comunale in cui si
votava il nuovo piano regolatore -un consiglio comunale pubblico che per
legge è aperto alla cittadinanza- l’amministrazione ha fatto schierare
un gruppo di poliziotti in tenuta antisommossa che ha impedito l’accesso
a 150 persone.

Un comune come quello di Empoli che ormai da tanti anni non ha
costruito edilizia popolare, arrivando addirittura a svenderla a prezzi
irrisori, oggi si inventa questo giochino di voler costruire proprio
dove da 25 anni c’è uno dei punti di riferimento del dissenso nel nostro
territorio.

Noi non caschiamo nella sporca strategia che vogliono creare, ossia
quella di alimentare una guerra fra poveri.

Sappiamo bene che siamo di fronte ad un’ emergenza abitativa.

Sono alcuni anni che lo abbiamo denunciato, con i tanti casi di
sfrattati che abbiamo sostenuto in questi anni.

Quando denunciavamo una situazione di emergenza abitativa diffusa che
stava esplodendo a causa della crisi, l’amministrazione faceva finta di
non vedere il problema e ci rispondeva che erano solo casi limitati.

Occupammo pure uno stabile pubblico allora abbandonato da anni in via
Barzino come iniziativa per mostrare uno dei tanti luoghi di proprietà
pubblica lasciati all’abbandono, che potevano essere utilizzati per le
famiglie che ne necessitavano.

Quindi, che non ci prendano in giro con la storia delle case popolari!

Il nostro centro sociale non costa un euro al comune; i soldi che
abbiamo ricevuto in questi anni sono solo quelli per realizzare il
cinema gratuito che organizziamo ogni estate alle scuole elementari di
Ponte a Elsa, l’unica iniziativa di socialità presente in questo
quartiere-dormitorio, dimenticato dalle istituzioni e carente di
servizi.

Ci rivolgiamo a questi “nuovi” politici: se pensate di annullare il
dissenso e quel poco di socialità che è rimasto sul territorio e
soprattutto se pensate di fare questo per i vostri sporchi affari, sia
economici che elettorali, vi state sbagliando di grosso!

Abbiamo perciò deciso di avviare un lavoro di inchiesta collettivo per
analizzare le politiche urbanistiche e la gestione del territorio di
questi anni e comprendere le manovre messe in atto dalle lobby
politico-affaristiche che spacciano i loro affari per questioni di
interesse pubblico.

Pensiamo che questo percorso di inchiesta possa servire anche ad aprire
una discussione pubblica riguardo ad una gestione veramente partecipata
della nostra città; per questo invitiamo tanti altri ad apportare
contributi e informazioni a questa riflessione.

NON CI PROVATE IL CSA INTIFADA NON SI TOCCA

Comunità in Resistenza-Csa Intifada

Potrebbero interessarti ...

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
1