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Assemblea No expo

DIFENDIAMO I BENI COMUNI, RIVENDICHIAMO FUTURO CONTRO I SIGNORI DELLA CRISI E DELLE SPECULAZIONI

Decenni di politiche neoliberiste hanno portato al collasso finanziario del sistema. I signori della finanza, padroni e speculatori stanno sferrando l’attacco finale a quel che di pubblico e di collettivo è rimasto (beni comuni, contratti, diritti, territori) per perpretrare profitti e la sopravvivenza del modello economico. Tagli, privatizzazioni, beni comuni minacciati (alla faccia del refeerndum), precarietà, tariffe e tasse inasprite sulle classi popolari, sono le ricette per salvare l’Italia dal crack finanziario, dicono, ma in realtà vogliono solo salvaguardare i propri titoli in borsa e le loro valorizzazioni immobiliari, facendo pagare a noi i loro profitti e la crisi che hanno generato.Nell’Italia della crisi stridono le decine di miliardi di euro destinati a opere ed eventi affetti da gigantismo, che vivono di miti immaginari (progresso, futuro, velocità, opportunità) ma inutili per le popolazioni e che in realtà devastano territori, casse pubbliche, democrazia, a vantaggio dei signori del cemento (trasversali agli schieramenti politici) e delle banche finanziatrici. Dalla Tav in Val Susa a Messina, passando per la Milano di Expo e la Roma Olimpica, senza dimenticare i miliardi di Brebemi, Pedemontana, Tem, Malpensa 3, e degli F35 a Novara (solo per citare quelle nostrane) e decine di altre opere ad alto impatto ambientale, sociale ed economico.Così Milano: “le casse sono vuote bisogna tagliare e vendere” diceTabacci, ma di rinuncia a Expo, non se ne parla, fa niente se succhia soldi che non ci sono e indebita il Comune ulteriormente. Expo è un lusso inutile che con la crisi diventa folle continuare a sostenere. Dove troverà Pisapia i soldi per pagare le quote del Comune? Come farà Formigoni a pagare le infrastrutture? E il Governo dove prenderà 1,5 miliardi?

La generazione precaria, i territoti che resistono alle nefandezze, il popolo dei beni comuni non sono disposti a pagare e sacrificare il proprio futuro perchè la giostra deve continuare. Basta TAV, Expo, autostrade, spese militari. Vogliamo reddito, diritti, un futuro degno in città salubri e pubbliche. Al fianco dei ribelli d’Europa, dalla Grecia a Londra, da Madrid a Susa, costruiamo anche a Milano un autunno di lotte e opposizione sociale alla crisi. Verso lo sciopero precario e la giornata europea dell’indignazione del 15 ottobre.

Assemblea No Expo su questi contenuti – mercoledì 7 settembre h. 21 Sos Fornace – Rho

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