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Andrea e Senad Liberi

Andrea e Senad finalmente liberi con un’importantissima sentenza del tribunale di Modena. di seguito riportiamo per chi non avesse seguito in precedenza un articolo del manifesto che riassume la storia dei due fratelli bosniaci.
Andrea e Senad, due fartelli bosniaci nati in Italia da genitori stranieri, non dovevano essere rinchiusi nel Cie di Modena. Lo ha stabilito un’importantissima sentenza il tribunale di Modena. La storia di Senad e Andrea era stata seguita da vicino dal Comitato Primo marzo: «Bisogna chiarire quale sia la funzione dei Cie – commenta la consigliera provinciale del Pd, e responsabile nazionale della rete Primo marzo, Kyenge Kashetu – perchè il rischio reale è che possano diventare luoghi di discriminazione».
La storia di Andrea e Senad è cominciata due mesi fa quando i due fratelli, di 22 e 24 anni, hanno perso il loro permesso di soggiorno, perché i genitori – con cui lavoravano ad una bancarella – hanno perso il lavoro. Scivolata nella clandestinità tutta la famiglia. E presto i due fratelli sono finiti dietro le sbarre. Sulla loro vicenda si è creata una mobilitazione, e la scelta di presentare ricorso oltre che di scrivere alla Corte europea del Diritto dell’Uomo.
Sulla loro vicenda era intervenuto anche l’ex ministro Carlo Giovanardi – il fratello gestisce il Cie di Modena – sostenendo che fosse giusta la detenzione nel Cie dei due fratelli, visto che a carico di Andrea e Senad ci sono precedenti penali per piccoli reati.
“E’ l’ennesima invasione di campo di un magistrato che invece di applicare la legge, se la inventa secondo le sue personali convinzioni – ha detto Giovanardi – Ricordo che si tratta di due nomadi “senza fissa dimora”  e privi di attività lavorativa, che hanno sempre dichiarato di essere bosniaci quando sono stati fermati dalle Forze dell’ordine,  pregiudicati per furto, furto aggravato, resistenza a Pubblico Ufficiale, lesioni personali, danneggiamento aggravato,  guida di veicoli senza patente, minaccia, definiti  pericolosi per l’ordine pubblico  dal primo giudice che aveva convalidato il trattenimento. Ma, a questo punto  quello che chiedo con forza al Pd ed ai comitati che si sono attivati per la liberazione immediata – continua Giovanardi –  è  chi adesso se ne farà carico fornendogli casa e lavoro e garantendo la collettività che nessun cittadino  sarà più vittima di reati predatori come quelli ripetutamente commessi dai due giovani in passato”

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