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Aggiornamenti sull’ambulatorio medico popolare

Negli scorsi mesi la associazione Ambulatorio Medico Popolare aveva ricevuto una proposta di regolarizzazione da parte della proprietà. In molti ci avevate manifestato la volontà di sostenere economicamente l’impegno dell’affitto; ora vi comunichiamo che la  trattativa si è interrotta.

Nonostante la nostra buona volontà l’offerta si è rivelata essere non un regolare contratto di affitto ma una scrittura privata  con una clausola finale inaccettabile: l’impegno a riconsegnare i locali il 31 dicembre 2013 con annesso ricatto, di condonarci solo in quel caso il denaro dovuto per presunti danni che una sentenza di tribunale gli riconosce.
Per una associazione che con duemila euro all’anno garantisce un servizio e un diritto essenziali a chi ne è privo, in cui nessuno dei trenta volontari e volontarie riceve o chiede un centesimo da 18 anni, si tratta di una cifra difficile da raggiungere. Oltretutto li chiede uno speculatore, che ha acquisito i quattro locali e le cantine sborsando una cifra irrisoria, pur sapendo il tipo di attività svolta nello spazio suddetto, nulla interessandogli ovviamente del diritto alla salute o dell’antirazzismo.
Non abbiamo accettato l’accordo. Ringraziamo chi si era detto disponibile alla solidarietà: le somme finora raccolte sono al momento insufficienti e occorrono altre iniziative di sostegno economico in caso il proprietario decida di usare il pignoramento per ritorsione nei confronti della rappresentante legale della associazione.
Noi continueremo intanto la nostra attività di visite mediche gratuite come negli ultimi 18 anni, cercheremo di resistere ai tentativi di sgombero che certamente saranno ripetuti e più duri, riteniamo testardamente che tutto questo abbia senso qui in via dei Transiti 28, in una casa occupata e sottratta alla speculazione da trentacinque anni, con profonde radici in un quartiere multietnico e pieno di futuro, vogliamo continuare testardamente la nostra campagna per il riconoscimento dell’accesso alla medicina di base agli stranieri senza permesso, forti dei nostri 5500 pazienti e delle nostre 25 visite alla settimana.
Non stiamo difendendo, e non vi chiediamo di difendere quattro mura, stiamo solo ribadendo che non ci sono le condizioni per chiudere questa esperienza e che il ricatto del padrone non ci può costringere.
Non ci sono le condizioni perché chiusura di servizi e tagli continui stanno continuando a peggiorare la sanità per tutti, migranti e autoctoni, colpendo anche pesantemente i lavoratori e le lavoratrici dei tanti, troppi ospedali in lotta contro i licenziamenti e le ristrutturazioni in una regione in cui i peggio corrotti e corruttori hanno imperversato impuniti per decenni. Lo ricordiamo a tutti: noi da 18 anni sopperiamo a carenze istituzionali gravissime, carenze di chi dovrebbe garantire assistenza, la ASL, di chi dovrebbe controllare, come il Comune, di chi gestisce un bene pubblico per interessi privati, ci riferiamo ovviamente alla Regione Lombardia travolta dagli scandali Maugeri Daccò Niccoli Cristiani Formigoni e compagnia rubante.
L’Amp è una risorsa, esattamente come sono risorse cittadine da difendere e sostenere il nuovo Lambretta, dovunque sarà quando vi giungeranno queste righe, Cox 18, Torchiera, Piano Terra, e tutte lealtre realtà occupate di questa città, alle quali chiediamo di costruire un ragionamento comune di difesa degli spazi di libertà ed autogestione di cui questa città grigia e triste ha bisogno come l’aria.
Il prossimo sgombero è previsto per il 29 novembre 2012.
Solidarietà a tuti gli spazi occupati
AMP

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