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A SOSTEGNO DELLA RESISTENZA PALESTINESE, CONTRO L’ASSURDO RIMPATRIO DI LEILA KHALED.

 

Con una decisione gravissima e illegittima, le forze di polizia italiane hanno impedito l’ingresso in Italia alla palestinese Leila Khaled, dirigente del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Leila avrebbe dovuto prendere parte a pubbliche iniziative, già comunicate agli organi di informazione, a Milano, Napoli e Roma. Ma è stata bloccata all’aeroporto di Fiumicino, e costretta a prendere il primo volo di ritorno per la Giordania, Paese in cui si era regolarmente imbarcata.
Questa decisione contraddice quanto invece registrato in occasioni precedenti, in cui Leila Khaled è stata protagonista di importanti conferenze in altri Paesi europei, e presso lo stesso Parlamento Europeo, su invito del Partito della Sinistra Europea e del Gruppo GUE/NGL, di cui anche Rifondazione Comunista fa parte.
Ancora una volta il governo italiano mostra da che parte vuole stare: dalla parte dell’ingiustizia contro la libertà; dalla parte dell’oppressore contro l’oppresso; dalla parte delle autorità israeliane responsabili di atti di violenza e di repressione e, spesso, persino di vere e proprie azioni di carattere terroristico nei Territori Palestinesi Occupati.
Questo gravissimo episodio avviene dopo numerosi attacchi mediatici ed a seguito di forti pressioni esercitate da esponenti ed organizzazioni della “lobby sionista” in Italia, con aggressioni a mezzo stampa, con articoli diffamanti, ai cui contenuti hanno unito la propria voce anche piccoli personaggi della politica napoletana (Carfagna di Forza Italia e Valente del Partito Democratico).

Ciò dimostra l’accondiscendenza, se non la complicità, del governo italiano nei confronti della repressione, dell’arbitrio e dell’occupazione israeliana ai danni del popolo palestinese. Ma allo stesso tempo dimostra quanto faccia paura ai potenti di turno la voce libera di chi lotta per la giustizia e per l’autodeterminazione, di chi incarna i valori della resistenza e della emancipazione dei popoli, di chi è protagonista nella lotta delle donne contro l’occupazione e la repressione.
Basti ricordare le parole stesse di Leila Khaled, nel ribadire il diritto alla resistenza dei popoli oppressi e il diritto inalienabile all’ autodeterminazione dei popoli: «È un’equazione: dove c’è occupazione, c’è resistenza. Nessuno può cambiarlo. È qualcosa di naturale; non si può cambiare il corso del sole e farlo sorgere da ovest. Questa è la verità. Quando sei oppresso, resisti».
Ancora oggi, in Palestina, l’occupazione e la colonizzazione israeliana proseguono incessanti, con un genocidio a bassa intensità, esecuzioni quotidiane di giovani palestinesi, espropri di terre e di risorse (a partire dall’acqua), continue demolizioni di case e costruzioni di colonie, e un assedio a Gaza dove quasi due milioni di persone sono vittime di embargo, costrette in condizioni di vita inumane, sotto continua aggressione.
Dopo la costituzione dello Stato di Israele nel 1948, e la conseguente Nakba, la catastrofe del popolo palestinese, che ha causato la fuga di 800.000 profughi palestinesi dal loro territorio, e dopo le guerre del 1967 e del 1973, con l’occupazione israeliana, prima della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, e poi delle Alture del Golan in territorio siriano, Israele è, a tutti gli effetti, uno stato occupante, che viola sistematicamente il diritto internazionale e la dignità del popolo palestinese.

 

Ultima di una lunga serie, la stessa Risoluzione 2334 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, del dicembre scorso, condanna Israele come «potenza occupante»; esprime «grave preoccupazione» per «le continue attività di colonizzazione»; e ribadisce che «la costituzione, da parte di Israele, di colonie nel territorio palestinese occupato dal 1967, compresa Gerusalemme Est, costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale».

Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea non ha dubbi sulla parte da cui stare: la parte del diritto e della giustizia, contro la repressione e l’occupazione. Mentre denunciamo il comportamento complice delle autorità italiane, confermiamo il nostro pieno sostegno alla resistenza palestinese, per la fine dell’occupazione, e la creazione dello Stato di Palestina, libero, indipendente, sovrano.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – SINISTRA EUROPEA

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