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Il carbone di Enel. Cambiare si può

L’ennesima diffida da parte di Enel nei confronti di Greenpeace a causa della sua campagna contro il carbone, dimostra come il business dei combustibili fossili sia ancora al centro delle strategie economiche delle grandi corporation dell’energia. Nonostante gli appelli del mondo scientifico spesso riassunti nei report dell’IPCC (Il Panel intergovernativo Onu sui cambiamenti climatici) e a dispetto dei dati riportati da diversi gruppi di ricerca sulle conseguenze dell’uso del carbone su ambiente e salute, diversi operatori energetici tra cui Enel hanno scelto di continuare ad investire in una fonte energetica, il carbone, ad alto impatto ambientale e sociale.
A tutto questo si aggiungono le politiche che il gruppo Enel sta portando avanti nei Paesi del Sud del mondo, come la costruzione di centrali idroelettriche in Cile, in Colombia, in Guatemala, dove la società civile locale e le organizzazioni delle comunità indigene stanno denunciando un impatto ambientale pesante ed il dislocamento di migliaia di persone per lasciare spazio alle grandi opere sostenute da Enel. O come la partecipazione attiva nello sviluppo del nucleare che permette alla multinazionale la gestione delle 11 centrali nucleari dislocate in Europa e la realizzazione di altri impianti nucleari in Slovacchia, nonostante gli italiani si siano opposti al nucleare con due referendum (1987 e 2011) e, al contempo, il nostro Governo sia l’azionista principale di Enel S.p.a. possedendone il 31% delle quote.
Per questo, come reti dell’Economia Solidale, abbiamo scelto di cambiare strada, proponendo un’alternativa all’offerta di Enel e delle altre multinazionali dell’energia che utilizzano troppo spesso il termine “green” per nascondere strategie di sviluppo convenzionali e per nulla sostenibili.Adesso è possibile cambiare. Da oggi si può abbandonare definitivamente Enel e le altre multinazionali dell’energia a favore di una scelta sostenibile e trasparente.
Se vuoi cambiare fornitore, puoi aderire al progetto promosso dalle Reti dell’Economia Solidale che, attraverso l’associazione  Co-energia  e la Cooperativa ReteEnergie, ha stipulato convenzioni con Trenta SpA, un produttore di energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili. (per maggiori info, delucidazioni e adesioni ai progetti  visita i  siti
http://www.co-energia.it/ e http://www.retenergie.it/).

In vista della prossima Conferenza delle Parti Onu sul clima (la COP18, che si terrà a Doha dal 26 novembre al 7 dicembre di quest’anno) e davanti alla lentezza dei decisori politici ed alle strategie di marketing delle grandi corporations, come realtà e reti dell’Economia Solidale crediamo che un importante contributo possa arrivare solamente dal basso. Partendo dal nostro quotidiano, attraverso il cambiamento delle nostre scelte di consumo e dei nostri stili di vita, possiamo dar vita ad un’azione collettiva di valenza politica. Per ribadire che questo modello di sviluppo va ribaltato e che la transizione verso una società più equa, ecologica e solidale non è solo un’urgenza immediata, ma un dovere morale per noi e per le generazioni che verranno.
Promotori
Distretto di Economia Solidale Brianza (DES Brianza), Distretto di Economia Solidale Altrotirreno (DES Altrotirreno), Rete dell’Economia Solidale Marche (RES Marche), Coordinamento regionale per l’Economia Solidale Emilia Romagna (CRESER), Associazione Co-Energia, Comune-info, Fairwatch, (OdES) Officina dell’Economia Solidale di Pisa, Italia – Nicaragua di Livorno, GdL “Legge dall’economia solidale” rete RES nazionale, GdL “locale-globale” rete RES nazionale

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