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Lettera al prefetto su i vergognosi manifesti fascisti in Provincia di Salerno

Di seguito riportiamo la lettera al prefetto su i vergognosi manifesti fascisti in Provincia di Salerno. Si allarga la protesta e di associazione e partiti che denunciano l’accaduto
Rifondazione
Egregio Signor Prefetto,
con la presente, riteniamo  doveroso portare la S.V. a conoscenza della circostanza che nei comuni dell’area dei picentini sono stati affissi da parte del Circolo “Noi con Salvini” di Giffoni Valle Piana dei manifesti riportanti una sorta di comparazione tra (testualmente) “Fascismo” e “Democrazia”.
Riteniamo superfluo affrontare la questione della fondatezza storica delle affermazioni riportate nello scritto murale. Basti pensare, a mero titolo esemplificativo, che il Fascismo non ha introdotto le pensione visto che In Italia la previdenza sociale nasce nel 1898 con la fondazione della “Cassa nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai”, un’assicurazione volontaria integrata da un contributo di incoraggiamento dello Stato e dal contributo anch’esso libero degli imprenditori. Mussolini aveva in quella data l’età 15 anni. L’iscrizione a tale istituto diventa obbligatoria solo nel 1919, durante il Governo Orlando, anno in cui l’istituto cambia nome in “Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali”. Mussolini fondava in quella data i Fasci Italiani e non era al governo.
Tutta la storia della nostra previdenza sociale è peraltro verificabile sul sito dell’Inps. La pensione sociale viene introdotta solo nel 1969. Mussolini in quella data è morto da 24 anni. O ancora basti rilevare che non esiste alcun sussidio di 1200 a favore degli immigrati.
Ciò che corre l’obbligo di denunciare è che il manifesto in oggetto è un grave, esplicito, inedito e preoccupante attacco ai valori costituzionali. La nostra  Costituzione afferma con forza che la libertà si ferma davanti a chi la usa per riorganizzare o inneggiare al fascismo, o “denigrare i valori della Resistenza”. Se infatti è vero che l’art. 21 della Costituzione garantisce la libertà di manifestare il proprio pensiero, è pur vero che le disposizioni di legge s’interpretano non singolarmente e isolatamente, ma inquadrandole nel sistema normativo. Accanto all’interpretazione sistematica c’è poi quella teleologica che guarda alle finalità delle norme per svelarne il significato. Ora, nella Costituzione ci sono anche le disposizioni transitorie e  la XII vieta la ricostituzione in qualunque forma del partito fascista.
Più in particolare la legge n. 645 del 1952, nota come “Legge Scelba”, che reca le norme di attuazione della su richiamata XII disposizione transitoria (comma primo) della Costituzione, prevede, all’art. 1, il divieto di ricostituzione del partito fascista configurando il divieto di una serie di fattispecie che possono essere sanzionate, tra le quali “…quando esaltando, minacciando o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista”.
Per questi motivi, ancor prima di rivolgerci all’autorità giudiziaria affinché persegua i reati che le affissioni configurano, ci rivolgiamo alla S.V. nella sua qualità di massimo rappresentante a livello locale del Governo della Repubblica affinché Voglia assumere tutte le determinazioni e i provvedimenti utili e necessari a ristabilire la legalità ed il pieno rispetto dei valori fondanti la Repubblica Italiana.
Attesa la gravità delle circostanze qui denunciate, riteniamo inoltre necessario informare di questa nostra lettera l’opinione pubblica, divulgandola alle agenzie di stampa.
In fiduciosa attesa dei suoi provvedimenti e disponibili ad incontrarla nel caso ciò sia ritenuto opportuno, salutiamo la S.V. con la dovuta osservanza.
per la Segreteria provinciale
Loredana Marino
segretario provinciale del partito della Rifondazione Comunista – federazione di Salerno

Comunicato stampa memoria in movimento

L’associazione “Memoria in movimento” denuncia e condanna senza riserva l’ignobile e vergognoso manifesto affisso a cura del circolo Noi con Salvini di Giffoni Valle Piana.

 

Non si tratta solo di un infondato parallelo tra fascismo e democrazia, frutto di ignoranza e di volgare semplificazione, ma di un grave reato perseguibile a norma di legge, giacché è ancora vigente la legge che vieta qualsiasi forma di apologia del regime che tanti lutti, persecuzioni e distruzioni ha provocato.

 

Si tratta altresì di una palese violazione del dettato costituzionale che volle deliberare in modo da rendere esplicito il carattere antifascista e democratico della repubblica.

 

Per tutti questi motivi rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche democratiche perché vogliano unanimemente condannare questo grave episodio ma chiediamo anche al sig. Prefetto di voler attivare tutti i mezzi a sua disposizione perché venga rispettato il dettato costituzionale.

 

Ci rivolgiamo altresì al Procuratore capo della Repubblica affinché  voglia attivare tutte le forme di intervento dinanzi a un reato così palese è inequivocabile.

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