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Mani sulla città: Storia del palazzo occupato in Salita Arenella

LA STORIA DEL PALAZZO
C’era una volta un rudere… può cominciare così la storia del palazzo all’angolo tra via Orsi e salita Arenella (che poi ora è Salita Silvia Ruotolo e non è una differenza da poco, ma non lo sa nessuno, nemmeno la targa della strada…).
Una società privata, la Valsuo srl di Cava dei Tirreni acquista dai precedenti proprietari (una famiglia della borghesia napoletana) un vecchio rudere del ‘700 coi permessi per il restauro e la “ricostruzione filologica”… poi negli anni 2000 questi permessi comunali con tre differenti “innovazioni” cambiano e la ricostruzione filologica diventa una palazzina di tre piani (12 appartamenti semi-completati) con altri tre piani sotto il livello della strada per ospitare 48 box auto!!! (Il rudere conteneva anche una cappella di culto privato con i rispettivi morti, quindi magari i box auto saranno la ricostruzione “filologica” delle loro sepolture…).
Insomma la classica mega-speculazione immobiliare, in particolare nei quartieri storici di Napoli dove spazio libero edificabile non ce n’è e quindi si parte sempre dall’abbattimento di vecchie strutture per moltiplicare le cubature a scapito di qualsiasi piano regolatore. Ma la voracità è troppa, si allargano così tanto da invadere anche lo spazio minimo dei palazzi vicini, così parte un ricorso al Tar su vari elementi: il fatto che la destinazione d’uso della struttura doveva essere pubblica, che le volumetrie erano cresciute a dismisura e che viene invaso lo spazio minimo dai palazzi vicini. Nel 2011 il TAR accoglie il ricorso, in particolare sul terzo punto e annulla tutti i permessi comunali fin lì rilasciati. Così la mega-speculazione immobiliare ora è anche ufficialmente abusiva!
Le case non possono essere vendute e quindi, nemmeno un mese dopo, viene fatta fallire la Valsuo srl per non pagare le banche creditrici.
Autore della speculazione di Salita Arenella: Antonio della Monica, uno dei grandi padroni di Cava dei Tirreni – ex re dei supermercati Despar  –  specialista in speculazioni e fallimenti
La Valsuo srl, impegnata a edificare un palazzo del valore immobiliare di 6-10 milioni di euro, ha un capitale di partenza di soli diecimila euro…! Come faccia una srl con capitale sociale così piccolo a ricevere i necessari prestiti dalle banche, per oltre due milioni di euro, è già una bella domanda…
La Valsuo srl in realtà è una delle scatole cinesi di un personaggio molto spregiudicato, divenuto nel tempo esperto in speculazioni immobiliari, abusivismo, fallimenti, cambi societari, più volte inquisito e arrestato in questi ultimi anni: Antonio Della Monica di Cava dei Tirreni, ex patron della squadra di calcio Cavese, soprattutto ex “re dei supermercati Despar ed Eurospar” di Cava e di mezza Campania attraverso la Holding “Cavamarket-hdc” fallita nel 2011 con un buco di oltre cento milioni di euro e l’accusa di bancarotta fraudolenta a Della Monica e agli altri amministratori per aver travasato prima del fallimento oltre 300 milioni (tramite la controllata Gds srl) in un’altra società, la “2C spa”.
Inquisito pure nel 2012 nell’inchiesta su abusivopoli bis a Torre del Greco (un’imbroglio per la costruzione di un altro centro commerciale) in cui è accusato anche di scambio tra assunzioni nei suoi centri commerciali e raccomandazioni dei politici per inserire centinaia di persone negli stage formativi della regione campania. Coinvolto anche nel crac del gruppo di Discount Alvi della famiglia Villani (si, quella dell’ex presidente della Provincia di Salerno).
Una specialità di Della Monica sembra essere proprio il gioco delle scatole cinesi per svuotare società destinate al fallimento. Della stessa cosa viene accusato per aver trasferito la proprietà di 42 box auto in piani interrati a Fuorigrotta (ma guarda un pò ancora parcheggi sotterranei) dalla “Trade Real Estate” fallita nel 2011 (l’immobiliare del gruppo Cavamarket) nella società Value srl e da questa ancora a un’altra società cooperativa ma sempre controllata da lui. La Trade Real Estate è anche la socia di maggioranza della Valsuo srl che costruisce a Salita Arenella…
Perchè Della Monica non usi direttamente l’immobiliare del gruppo, con un patrimonio per milioni di euro, per l’operazione di Salita Arenella, ma crei una scatoletta con quattro spiccioli di capitale è evidente: sa che è una speculazione ai limiti dell’imbroglio e che può finir male. Perchè però questa domanda non se la pongono le banche che gli prestano i soldi e il Comune di Napoli che gli “amplia” tre volte i permessi amministrativi resta un interrogativo aperto…
Despar lavatrice di denaro mafioso!?
Giusto per dare un altro elemento: 
 la Cavamarket rappresentava una grossa catena di supermercati Despar. Il suo declino è parallelo a quello di un altro grande re dei centri commerciali, il trapanese Giuseppe Grigoli, divenuto in trent’anni il padrone praticamente di tutti i Despar della sicilia occidentale e al quale nel 2007 viene fatto un mega-sequestro di 700 milioni di euro perchè ritenuto un prestanome, cassiere e braccio finanziario del boss Matteo Messina Denaro.
La GDO srl di Grigoli possiede il 10% di tutta la Despar Italia.  Del resto l’equazione Despar= lavatrice di denaro mafioso è accreditata da più inchieste della Dia. Il quadro di fondo  lega il controllo sui mercati ortofrutticoli (in particolare quello di Fondi), il trasporto su gomma e la grande distribuzione con un asse tra il clan dei casalesi e la mafia siciliana. In particolare nel 2008, nella relazione annuale sulla ‘ndrangheta della Commissione parlamentare di inchiesta, realizzata da Franscesco Forgione, si parla della società G.D.S. srl, con sede a Salerno, che fa capo sempre a Cavamarket di Antonio della Monica, di cui «è socio anche Salvatore Michele Scuto, figlio di Sebastiano Scuto che ha precedenti per associazione per delinquere di tipo mafioso e secondo la Direzione nazionale antimafia verosimilmente affiliato alla potente famiglia mafiosa dei Laudani di Catania».
Cavamarket controllava praticamente i marchi Despar ed eurospar in campania fin dal 1987 e la sua crisi fin dal 2010 ha portato al licenziamento di centinaia di lavoratori…
 
Situazione attuale del palazzo di Salita Arenella
La curatela fallimentare di Salerno (che dopo il fallimento della Valsuo ha titolarità giuridica sull’immobile) grazie al ricorso al Consiglio di stato usa la sospensiva per cercare di trovare un compratore, una grossa immobiliare (vox populi parla di forte interessamento della Romeo Immobiliare, ci sembra credibile ma non abbiamo elementi specifici) che possa poi con la sua forza politica ed economica (…) trovare un “accordo” per sanare l’abuso in qualche modo (anche se è molto difficile visto che dal lato in cui sono violate le distanze minime ci sono i pilastri della costruzione).
Noi diciamo che è “dovere” delle istituzioni vincolare ogni soluzione a questo empasse a una contropartita sociale sul piano dell’emergenza abitativa, come l’accordo su un uso almeno transitorio (per un certo numero di anni) del palazzo per i nuclei in emergenza abitativa come sono quelli che vi abitano ora

Chi abita ora nel palazzo?
Dopo l’occupazione avvenuta una settimana fà ci abitano nove nuclei familiari (con oltre dodici minori) + quattordici precari in emergenza abitativa per un totale di più di quaranta persone. In una città dove  ci sono dicassettemila famiglie in attesa di case popolari (comprese quelle che ora occupano) con poche decine di assegnazioni all’anno, con una crescita di più dell’800% degli affitti medi dalla fine dell’equo canone, con il fallimento di migliaia di mutui casa, con una crescita esponenziale degli affitti in nero e migliaia di sfratti esecutivi per morosità incolpevole. Questi i dati di una crisi enorme rispetto alla quale nessuno fa niente (il comune di Napoli in predissesto ha stanziato zero euro per l’emergenza abitativa… i milioni di euro arrivati alla regione campania dopo le proteste nazionali per il diritto alla casa non hanno nessun riscontro socialmente concreto). E la città è piena di strutture e appartamenti vuoti, del patrimonio immobiliare pubblico, dei grandi patrimoni immobiliari privati, come la Curia, le grandi multinazionali immobiliari, i prestanome di capitali legali e illegali…
I movimenti di lotta per la casa, dentro la crisi e contro le politiche di austerity, sono diventati di nuovo un fenomeno nazionale: nello scorso anno a roma durante gli “tsunami tour” oltre duemila persone hanno occupato in due giornate… il 19 ottobre 2013 c’è stata una manifestazione nazionale a Roma con oltre settantamila persone aperta da un’unico striscione: “Una sola grande opera: casa e reddito per tutti”
La campagna napoletana per il diritto all’abitare si chiama “Magnammece O Pesone” , è alla quarta occupazione in un anno e mezzo con tanti precari, disoccupati, studenti, nuclei familiari che si difendono in questo modo, autorganizzato e trasparente, dalla crisi. Che non aspirano alla proprietà di niente ma ad avere un tetto sulla testa e una dimensione dignitosa dell’abitare (per questo occupiamo nei quartieri storici della città, perchè non sta scritto da nessuna parte che i ceti più popolari devono per forza essere sbattuti nei dormitori di periferia). Abbiamo occupato anche varie strutture semplicemente per impedirne la vendita, come l’anagrafe storica di piazza Dante, seimila metri quadri nel centro città che stavano per essere regalati a prezzi da discount… perchè rivendichiamo invece l’uso sociale del patrimonio pubblico.

Per questo ci chiediamo e chiediamo: cosa è veramente abusivo!? L’occupazione e l’autogestione abitativa o la speculazione immobiliare che da sempre affossa la nostra città!!?

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