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L’Acea sospenda l’accordo con l’israeliana Mekorot. Acqua pubblica sì, ma anche pulita.

Il 2 dicembre, durante il vertice Italia-Israele, l’Acea, principale operatore italiano nel settore idrico, e la Mekorot, società idrica nazionale di Israele, hanno sottoscritto un Memorandum d’intesa. L’accordo prevede la collaborazione nel settore delle risorse idriche con lo scambio di esperienze e competenze.

 

L’esperienza che la Mekorot ha maturato, però, è fatta di gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani. Come documentato nel rapporto dell’organizzazione palestinese per i diritti umani, Al Haq, la Mekorot sottrae acqua illegalmente dalle falde palestinesi, provocando il prosciugamento delle risorse idriche palestinesi, per poi fornire l’acqua saccheggiata alle colonie israeliane in Cisgiordania e a Gerusalemme est occupate.

 

Inoltre, la Mekorot, alla quale sono state “trasferite” nel 1982 dalle autorità militari israeliane tutte le infrastrutture idriche palestinesi per il prezzo simbolico di uno shekel (Euro 0,20), pratica una sistematica discriminazione nelle forniture di acqua alla popolazione palestinese, costretta a comprare la propria acqua dalla ditta israeliana a prezzi decisi da Israele. Riduce regolarmente le forniture idriche ai palestinesi, fino al 50 per cento, a favore delle colonie illegali e dell’agricoltura intensiva israeliana, creando quello che Al Haq chiama “l’apartheid dell’acqua”. Il consumo pro capite degli israeliani, infatti, è da 4 a 5 volte quello dei palestinesi in Cisgiordania, che si colloca al di sotto della quantità minima raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

 

Organizzazioni internazionali, quali Human Rights Watch e Amnesty International, hanno documentato come Israele eserciti un controllo totale sulle risorse idriche palestinesi e come le politiche israeliane dell’acqua siano uno strumento di espulsione, che impediscono lo sviluppo e costringono le popolazioni palestinesi a lasciare le proprie terre. L’organizzazione israeliana Who Profits definisce la Mekorot come “il braccio esecutivo del governo israeliano” per le questioni idriche nei Territori palestinesi occupati ed afferma che “è attivamente impegnata nella conduzione e nel mantenimento” della occupazione militare della Palestina.

 

Per queste ragioni, la società idrica Vitens, il primo fornitore di acqua in Olanda, ha recentemente interrotto un accordo di collaborazione con la Mekorot motivando la decisione con il proprio impegno verso la legalità internazionale.

 

Sottoscrivendo l’accordo con la Mekorot, l’Acea si rende complice di queste gravi violazioni. Contravviene, inoltre, al proprio Codice Etico, che cita la sua adesione al Global Compact dell’ONU sulla responsabilità sociale delle imprese, il quale mette al primo posto la tutela dei diritti umani.

 

Come realtà e singol* che hanno a cuore il diritto fondamentale dell’accesso all’acqua e la tutela dei diritti umani:

 

§  Esigiamo che l’Acea segua l’esempio della Vitens e riscenda immediatamente l’accordo stipulato con la Mekorot.

§  Chiediamo al Comune di Roma, in quanto azionista di maggioranza, di intraprendere tutte le azioni necessarie perché l’Acea interrompa ogni attività di collaborazioni con la Mekorot.

§  Facciamo appello a tutte gli enti locali azionisti dell’Acea di attivarsi perché l’accordo venga interrotto.

 

Il nostro impegno non è solo per l’acqua pubblica, ma anche per l’acqua pulita.

 

Seguono firme:

Fonti:

 

Al Haq, Water For one People only: Discriminatory Access and ‘Water-Apartheid’ in the OPT (2013)

Who Profits, Il coinvolgimento della Mekorot nell’occupazione israeliana (2013)

Human Rights Watch, Separate and Unequal: Israel’s Discriminatory Treatment of Palestinians in the Occupied Palestinian Territories (2010)

Amnesty International, Troubled Waters: Palestinians Denied Fair Access to Water (2009)

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