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12 maggio: sfilano i fascisti, vietato il corteo per Giorgiana

logo-antifaIl 12 maggio Roma sarà ostaggio della ‘Marcia della vita’, la sfilata misogina e antiabortista organizzata da oltranzisti cattolici e fascisti. Per la Questura quel giorno nessun altro deve poter manifestare.

“Dopo 2 giorni di trattativa con la Questura di Roma, i gruppi e le associazioni di donne, i collettivi autorganizzati e liberi individui, promotori della giornata del 12 maggio in ricordo di Giorgiana Masi, contro il femminicidio e in contestazione alla “Marcia per la vita” convocata dall’oltranzismo cattolico, ricevono il divieto di manifestare in qualsiasi luogo adiacente al percorso della marcia. Si tratta dell’ennesima dimostrazione di come l’operato delle forze dell’ordine sia asservito ai poteri del governo cittadino e allo stato del vaticano, nascondendo una marcia tutta politica sotto le vesti di manifestazione sportiva, e adducendo motivi di ordine pubblico. Giorgiana Masi come centinaia di persone il 12 maggio del 1977 erano in strada sfidando, anche quella volta, il divieto di manifestare. Oggi come ieri saremo nelle strade del centro di Roma, partendo da Piazza Campo de Fiori fino ad arrivare a Ponte Garibaldi. Con o senza autorizzazioni noi costruiremo la nostra giornata. La nostre vite sono autodeterminate e la nostra rabbia non si placa.
Giovedì 9 maggio ore 18 assemblea pubblica a piazza Sonnino
Il 12 maggio tutti e tutte in piazza!”.

E’ con questo breve testo che ieri pomeriggio è stato reso noto, dal collettivo femminista di Roma “Le Ribellule”, l’assurdo divieto opposto dalla Questura alle mobilitazioni organizzate il prossimo 12 maggio in occasione dell’anniversario dell’assassinio a Roma, nel 1977, della giovane manifestante Giorgiana Masi. Una ragazza ammazzata a colpi di pistola dalle squadre speciali del Ministero degli Interni agli ordini di Francesco Cossiga nel giorno in cui molte persone scesero in piazza, per celebrare la vittoria nel referendum sul divorzio tre anni prima, violando anche in quel caso il divieto a manifestare.
Già lo scorso anno l’estrema destra, verniciata di oltranzismo cattolico, scese in piazza il 12 maggio appropriandosi della giornata, grazie al patrocinio del sindaco Alemanno e di una giunta capitolina che approfittarono della cosiddetta ‘marcia per la vita’ per rilanciare la sempreverde campagna contro i diritti delle donne e la legge 194 sull’interruzione volontaria della gravidanza. Quel giorno gli integralisti cattolici, insieme ai fascisti di Forza Nuova e di altri gruppi, portarono in processione nel centro di Roma la loro violenta opposizione al diritto di autodeterminazione delle donne, esponendo macabre foto di feti insanguinati e pacchiani crocifissi tricolore.

Anche domenica prossima sigle come Forza Nuova, Opus Dei, Militia Christi, Movimento per la Vita, Legionari di Cristo, Unione Cattolica Farmacisti Italiani e Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) hanno in programma di sfilare di nuovo contro aborto, diritti dei gay, contraccezione e eutanasia. E non vogliono concorrenti, o competitori. E così la Questura di Roma ha pensato bene di proibire le manifestazioni convocate dalle associazioni e dai gruppi femministi, oltre che da alcune realtà della sinistra e del mondo laico, per ribadire che il 12 maggio è la giornata in cui si ricorda l’assassinio di quella ragazza diciannovenne ammazzata da una pallottola calibro 22 a pochi metri da Ponte Garibaldi perché manifestava per il diritto delle donne all’autodeterminazione.

Come si ricorda nel breve comunicato, oggi pomeriggio alle 18 è prevista un’assemblea in Piazza Sonnino, a pochi metri dalla lapide che ricorda la liceale uccisa 36 anni fa. L’obiettivo è, di nuovo, quello di contestare assurdi e ingiustificati divieti e di manifestare lo stesso nel centro della capitale.

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