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Croce Rossa: Spending review sulla pelle dei lavoratori

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 CROCE ROSSA ITALIANA: USB, UN DECRETO DI RIORDINO DA RIGETTARE

SPENDING REVIEW SULLA PELLE DEI LAVORATORI

 

Si è tenuta oggi, alla presenza del Ministro della Salute, Prof. Balduzzi, una prima riunione interlocutoria sulla bozza di decreto di riordino della Croce Rossa Italiana.

“Dopo l’accordo del 3 maggio scorso sui tagli della Pubblica Amministrazione, oggi abbiamo assistito ad uno dei primi tentativi di tradurre in atti concreti il processo di smembramento e cartolarizzazione di un servizio di pubblica utilità, un processo che prevede la creazione di un altro carrozzone che gestirà personale e beni con funzioni liquidatorie ”, osserva al termine della riunione Sabino Venezia, del Coordinamento nazionale USB P.I.

 

“Il prezzo più alto di tutta l’operazione – prosegue Venezia – come al solito lo pagheranno i lavoratori e le lavoratrici, attraverso la messa in mobilità, intra ed extra regionale, e per alcuni il successivo licenziamento, con la complicità dei sindacati confederali ed autonomi e dell’UGL la quale, al pari degli altri e seppur non rappresentativa nel Pubblico Impiego, ha condiviso le scelte politiche di un Governo tecnico che vara processi di trasformazione strutturale, del mercato del lavoro come della PA, sulla pelle di chi lavora ed in assenza di  contrattazione.”

 

“La bozza di decreto in esame – sottolinea il rappresentante USB – per noi va rigettata.  Nel merito, perché mortifica in un solo colpo migliaia di professionalità; avvia processi di ricollocazione del personale gestiti direttamente dalle Regioni; prevede processi di riqualificazione che non danno garanzie occupazionali; e nel metodo, perché ha la velleità di ridisegnare una struttura di volontariato senza gambe, con le briglie e la borsa ben salde nelle mani dello Stato e nei meandri di una galassia normativa nata per garantire un volontariato spesso di comodo, che ha ormai avocato a se funzioni specifiche dello stato sociale”,  conclude Venezia.

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  • gianpaolo

    purtroppo la cri sconta la gestione scellerata e politicizzata di 40 anni…assunzioni a tappeto per quello e quell’altro politico non potevano altro che determinare il licenziamento di una gran parte del personale, molto, troppo spesso inutilmente assunto e strapagato. mi dispiace dirlo ma da volontario cri i soldi sono finiti, l’epoca degli sperperi pure. è tempo che si cerchino un lavoro e capiscano quanto è difficile farlo…

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