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Siria: NO ad un’altra Libia

Contro le menzogne di pace e di guerra

NO a nuove aggressioni imperialiste

Dopo la Iugoslavia, l’Afghanistan l’Iraq, la Libia… lo stesso
copione viene messo in atto per prepararsi a colpire uno “stato
canaglia”: la Siria. Un’altra valanga di menzogne su armi di
distruzioni di massa, fosse comuni, bombardamenti di innocenti, bambini
uccisi nelle incubatrici, pulizia etnica… viene propagandata da ogni
dove legittimando una aggressione militare che, già oggi, tutte le
potenze occidentali (inclusa l’Italia) stanno attuando fornendo armi e
istruttori militari ai cosiddetti “ribelli”.

E così mentre niente viene detto dai nostrani mass media sugli eccidi
che Arabia Saudita, Bahrein, Qatar (le stesse potenze che, insieme
all’Occidente vorrebbero portare la “democrazia in Siria”) compiono
contro le rivolte nei loro paesi, la Comunità Europea e il nostro
ministro degli Esteri riconoscono i banditi del Consiglio Nazionale
Siriano e i tagliagole dell’Esercito Siriano di Liberazione che
invocano l’intervento Nato come “unici rappresentanti del popolo
siriano”. Di fronte a questo ennesimo crimine che si va preparando in
nome della pace e della democrazia non possiamo subire passivamente
l’ignobile propaganda dei nostri governanti e dei mass media.

Come in Libia e negli altri paesi, l’intervento armato delle potenze
occidentali, giustificato dalla necessità di proteggere le popolazioni,
non ha niente a che vedere con la sorte dei civili. Ciò che interessa
ad USA ed Europa (Italia per prima) è ricondurre questi paesi ad uno
stato coloniale, sotto una dominazione da far impallidire
l’autoritarismo degli attuali regimi, con l’unico obiettivo di mettere
le mani sulle loro risorse e su una massa di proletari da sfruttare per
il loro profitto.

E’ per tutelare questi interessi che il governo Monti ed i padroni,
mentre ci colpiscono con provvedimenti quotidiani che attaccano le
nostre condizioni di vita e di lavoro rendendo precaria la nostra
stessa sopravvivenza, mentre ci chiedono continui sacrifici, ci
tagliano salario e pensione, la sanità, la scuola, i trasporti,
continuano a spendere miliardi per rifinanziare le cosiddette “missioni
umanitarie all’estero” e ad  aumentare le spese militari che hanno
ormai raggiunto cifre spaventose. Solo la missione in Afghanistan costa
all’Italia 3 milioni di euro al giorno per mantenere in stato di
occupazione militare circa 3000 uomini con gli strumenti di morte e
distruzione tecnologicamente più avanzati. L’acquisto di oltre 100
cacciabombardieri atomici F35 prevede la spesa di 13 miliardi di euro a
rate fino al 2026. Ancora una volta non saremo complici di questa
politica che per difendere i profitti ed i privilegi delle classi
dominanti non esita a ridurre alla fame fette crescenti della
popolazione e a ricorrere alle forme più brutali di sfruttamento,
mentre con le stesse identiche finalità semina distruzione e morte in
quei paesi su cui hanno puntato i loro famelici artigli.

Contro l’aggressione alla Siria, contro il governo Monti e la sua
corsa agli armamenti.

A fianco dei popoli oppressi dall’imperialismo.

ASSEMBLEA PUBBLICA

Lunedì 19 marzo, ore 17

Aula Matteo Ripa – Palazzo Giusso

Università Orientale

Piazza San Giovanni Maggiore Pignatelli

Con la partecipazione della giornalista MARINELLA CORREGGIA

(membro della rete No War)

Rete Napoli No WAR

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