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1 Marzo Antirazzista

In migliaia hanno scelto di essere in piazza oggi per la manifestazione del 1 Marzo antirazzista napoletano. Si è trattato prima di tutto di una giornata un cui tante e tanti hanno scelto di alzare la testa e dimostrare ancora una volta che Napoli è una città antirazzista e meticcia, in una piazza animata da cittadini napoletani, comunità di migranti, rifugiati dei centri di accoglienza, associazioni, comitati, e collettivi. Il corteo ha parlato di tante cose, partendo dalla cornice internazionale in cui si inscrivono i flussi migratori, quella dei populismi xenofobi di Trump, Salvini e Le Pen, e soprattutto quella delle guerre che hanno causato la cosiddetta “emergenza rifugiati”, si è parlato poi di questioni nazionali e territoriali. Le rivendicazioni sono state numerose: la richiesta di un permesso umanitario per tutti i richiedenti asilo; l’opposizione al nuovo piano Minniti, a partire dalla totale indisponibilità alla costruzione di un CPR (centro di permanenza per il rimpatrio), quelli che di fatto sono i vecchi CIE con un nuovo nome, sul territorio campano; la richiesta di un sistema dell’accoglienza che superi i cas in favore di un sistema umano, partecipato, e diffuso, che preveda l’accoglienza in casa e appartamenti, piuttosto che in grossi centri che spesso assumono le sembianze di veri e propri ghetti, in cui società criminali speculano sulla pelle dei rifugiati. Ma tra le richieste, poi riportate in un incontro con la prefettura a cui ne seguirà uno con la questura giovedì 9 Marzo, ce n’erano tante legate a vertenze locali, rispetto al rilascio dei più di diecimila permessi di soggiorno bloccati dalla questura di Napoli sulla base di pretesti spesso illegali oltre che illegittimi e agli abusi che accadono in gran parte dei cas napoletani, che in molti casi da mesi non pagano i pocket Money, non garantiscono i corsi di italiano, e spesso non prevedono neanche cure mediche all’interno dei centri. Si è chiesto anche di fermare lo sgombero del campo Rom del quartiere di Gianturco, in cui vivono circa 2000 persone tra cui 450 bambini e di trovare una soluzione abitativa alternativa per chi ci abita, anche sulla base dei fondi che sono stati stanziati in Campania proprio relativi alla questione dei campi Rom.

Quello di oggi è stato il primo momento di mobilitazione per la città di Napoli. L’8 Marzo si sarà di nuovo in piazza per il corteo di Non una di meno. Tre giorni dopo, l’11 Marzo, invece, la Napoli solidale antirazzista si sta organizzando per cacciare Salvini e la Lega Nord dalla città e dimostrare ancora che i napoletani non accettano razzisti, sessisti, omofobi, e antimeridionali sul loro territorio.

Napoli è senza confini!

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