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1° anno dalla rivolta egiziana

trasporti pubblici

trasporti pubbliciUN ANNO DI RIVOLTA
LA LOTTA DELLA POPOLAZIONE EGIZIANA CONTINUA

Un anno fa, centinaia di migliaia di donne e uomini sono scesi per le strade d’Egitto per chiedere la fine di un regime dittatoriale. Seguendo l’esempio di migliaia di lavoratori e lavoratrici egiziani, che da più di un decennio hanno attivato percorsi di lotta a rischio anche della loro vita, l’intera popolazione egiziana ha cominciato un percorso di liberazione che non si è fermato dopo la cacciata di Mubarak.

LA PIAZZA HA CACCIATO MUBARAK.
MA IL PROCESSO RIVOLUZIONARIO NON SI ARRESTA.
LA PIAZZA CONTINUA OGGI A LOTTARE CONTRO CHI HA PRESO IL SUO POSTO!

Una piazza che sta cercando in tutti i modi di esprimere la propria opposizione ad una transizione democratica fittizia, ad un regime militare che si dice “garante della rivoluzione” e che allo stesso tempo massacra i manifestanti per le strade, li tortura nelle carceri, per mantenere il potere e i propri privilegi, soffocando ogni richiesta di giustizia sociale.

Raccogliamo quindi l’appello internazionale lanciato dall’Egitto per un 25 gennaio di lotta contro il Consiglio militare, contro le false celebrazioni che questo sta organizzando per nascondere le proprie colpe e contro il silenzio di quei partiti politici che si sono allontanati dalle piazze per avere un posto in Parlamento.

Rifiutiamo la connivenza delle potenze occidentali, su tutte quella del governo italiano, che continua a sostenere il massacro della popolazione in lotta attraverso la vendita di armi alle forze militari egiziane.

Condanniamo gli accordi bilaterali stipulati dall’Italia con tutti i regimi arabi per l’espulsione dal territorio europeo di immigrati che, ricattati e sfruttati, sono considerati solo merce di scambio in funzione di vergognosi accordi commerciali.

Non è possibile definire eroiche le lotte delle popolazioni in Nord Africa e poi considerare le stesse persone “criminali e clandestini” quando attraversano il mediterraneo rimettendo nuovamente in gioco la propria vita.

Non saranno governi o leader a fare accordi sulle nostre teste perchè vogliamo che il confronto tra popolazioni in lotta sia il motore del mondo che desideriamo.

Perchè la solidarietà non sia semplice retorica!

MERCOLEDI 25 GENNAIO 2012

ORE 17:00  SIT-IN
DI FRONTE ALLA PIRAMIDE
(piazz.le OSTIENSE – metro B Piramide)

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